mercoledì 28 gennaio 2015

IL TOTOPRESIDENTE

 

 
 
 

 
E’ INIZIATO IL TOTOPRESIDENTE
CHI SARA SECONDO VOI?
 
Da una lettera sul Giornale:
LA PREALPINA
 
Egregio direttore, è cominciata la corsa al "Totonomine" per l’elezione del prossimo Presidente della Repubblica. Qualche nome è già stato proposto, così che sia subito escluso dalla lista; ogni partito propone il proprio (o i propri) candidato. Chi vuole che l’eletto conceda la grazia ad un condannato, chi lo vuole che capisca di economia, chi lo vuole che non sia di estrazione di sinistra, chi non vuole che abbia idee di destra, chi lo vuole che sia ben visto ed apprezzato in Europa e nel contesto internazionale, chi vuole uno scienziato, uno sportivo, un attore, un giornalista, chi lo vuole che sia alto di statura per non sfigurare al confronto dei corazzieri, chi lo vuole piccolo per non emarginare chi ha la statura inferiore alla media, chi lo vuole che sappia giocare a briscola per riportare alla dovuta importanza il due di picche per troppo tempo penalizzato, chi vuole che venga eletta una donna, non tanto per la parità di sessi, quanto perché di moda. Tutti uniti nel dire: "Deve essere scelta una persona sopra le parti". La verità è che ogni partito vorrebbe il prossimo Presidente a propria immagine e somiglianza per poterlo poi condizionare a proprio vantaggio. Stiano attenti, però, i vari e tanti soloni che si annidano nei partiti: una novella di

Trilussa (al secolo Carlo Alberto Salustri - Roma 1873-1950) descrive una società di animali che voleva eleggere un presidente per tutelare "l’interessi loro". Dice il testo che, visto il disaccordo regnante tra le varie Società, Circoli, Fratellanze "De li gatti, De li cani, De li cavalli, Leghe fra le vacche, bovini e affini" (come le varie espressioni esistenti nei nostri partiti) sul nome dell’animale da eleggere come presidente di tutti gli animali, si presentò .... un somarello, che per l’ambizzione de fasse elegge s’era messo addosso la pelle d’un leone. Disse: - Bestie elettore, io so’ commosso: la civiltà, la libbertà. er progresso... ecco er vero programma che ciò io ch’è l’istesso der popolo! Per cui voterete compatti er nome mio... Difatti venne eletto proprio lui. Er somaro, contento, fece un rajo, e allora solo er popolo bestione s’accorse de lo sbajo d’avè pijato un ciuccio p’un leone! - Miffarolo!... Imbrojone!... Buvattaro!...

- Ho pijato possesso - disse allora er somaro - e nù la pianto nemmanco se morite d’accidente. Peggio per voi che me ciavete messo! Silenzio! E rispettate er Presidente!
Questa novella è rivolta a coloro che eleggeranno (si spera) il nuovo Capo dello Stato. La Storia insegna a non ripetere l’errore meschino commesso nel 2013. Alla fine noi tutti, gente comume, che non entra certo nella scelta del prossimo inquilino del Colle, non per volontà nostra, ma perchè esclusa dal votare una persona degna di tale incarico, interesserà che il prescelto sia figura che ci rappresenti veramente nel miglior modo possibile verso il consesso internazionale e sia veramente "sopra le parti". Questa lettera è stata scritta con ironia, componente principale; la serietà è parte minoritaria. Può essere letta anche nel senso opposto; starà alla sensibilità di ogni lettore interpretarla in un modo o nell’altro. In me la "novella" di Trilussa (titolo "L’elezzione der Presidente"), trascritta solo in parte, qualche riflessione l’ha posta anche se, alla fine e con amarezza, non se ne ricava alcun risultato pratico e concreto.
Buon anno a tutti. Cordialmente.
Giovanni Battista Gaibotti


1 commento:

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