sabato 5 gennaio 2013

PRO PATRIA E LO SPORT


 
 
 
 
L’Art. 3 della Costituzione

 

 
 
 
Egregio Direttore:

 

Desidero esprimere se mi è consentito, una mia opinione in merito allo sport in Italia e più in particolare sulla partita non giocata di Busto Arsizio.

Egregio Sig. Sindaco Gigi Farioli, siamo stanchi dei soliti distinguo, dei se dei ma e dei però, di cercare sempre delle giustificazioni, di minimizzare le cose, i fatti, le offese che ci rivolgono o che rivolgiamo alle persone, agli esseri umani, sono  accaduti e sono cosi evidenti, che non lo possiamo negare. Qualcuno di cui non ricordo il nome, ha detto, salvare una vita, equivale ha salvare il mondo intero, ed io aggiungo, condannare e ripudiare qualsiasi gesto che offende l’essere umano, equivale al rispetto del mondo intero, applicare l’art. 3 della costituzione vuol
dire essere civili. Nessuno a condannato i cittadini di Busto Arsizio e tanto meno i cittadini Italiani, sono stati condannati, ma solo quei tifosi di Busto A. e/o Italiani che con il loro comportamento incivile infangano tutto il Paese. Non si può minimizzare questo comportamento, asserendo che il giocatore o i giocatori di colore hanno enfatizzato l’accaduto e che non doveva scagliare il pallone all’indirizzo degli spettatori, perché cosi facendo li aizzava a comportamenti ancora più violenti. Ha ragione Roberto Benigni, quando dice cosa faremmo o penseremmo se un giorno gli Americani direbbero, gli Italiani sono tutti mafiosi, sono certo che non tutti la pensano in questo modo, e sono altrettanto convinto che non tutti gli Italiani siano mafiosi. Lo sport, come la musica, l’arte, o come tanti altri aspetti bellissimi di questo nostro mondo, non hanno colore, non hanno religione, non hanno sesso e non hanno razza, hanno idee politiche, e soprattutto chiedono Libertà, Uguaglianza e Fratellanza, partiamo da questi principi e una parte importante di giustizia sarà risolta.

 
Massimo D’Agostini

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