lunedì 1 ottobre 2012



Quale futuro

 

Scriveva uno dei più grandi giornalisti Italiani, (Enzo Biagi) era avanti, al punto di descrivere un’Italia che negli anni a venire sarebbe peggiorata e mai previsione è stata lo specchio più azzeccato di un popolo.

 

1. Gli italiani non esistono. Nessuno è riuscito neppure a catalogarli. Venire al mondo a Palermo o a Catania, è già una classifica. Qui si può morire di mafia come di cassa integrazione.
2. Chi sottovaluta gli italiani sbaglia. Abbiamo risorse imprevedibili. Quando un partito va male, i responsabili non si sgomentano: lo rifondano.
3. Gli italiani campano soprattutto per quello che non dipende da loro: il sole, la bellezza dei luoghi, la bontà dei cibi, e le opere d’arte che hanno ereditato e di cui non si curano gran che.
4. Ogni ottocento italiani, uno è presidente: del condominio, della Pro Loco, della squadra di calcio, di una qualche confraternita di mangioni.
5. Qui si condona, si esonera, si appella, si grazia. Non si previene mai, se va bene, si risana. Il bilancio, il fiume inquinato, la finanza pubblica.
6. è sempre stato difficile avere vent’anni, e non sarà mai semplice essere italiani.
7. Eppure così com’è, ingiusta e anche crudele, l’Italia io la trovo insostituibile. Non è la migliore, ma è umana. Ha rispetto della vita. Chiesero alla moglie di Manzù perché le piacevano le sculture del marito. “Perché le fa lui”, disse. Mi piace l’Italia: perché mi ha fatto.

 

Uno scandalo dietro l’altro, la povertà ci insegue, ci opprime, con  risposte che non arrivano o se arrivano, non risolvono i problemi che ci attanagliano: esempio le pensioni, l’Inps funziona se gestisce solo le pensioni dei lavoratori e non si facesse carico della cassa integrazione, (che dovrebbe essere a carico dello stato e di una sana e vera politica industriale) ma sarà la rovina di tutti i pensionati, con l’accorpamento degli enti statali, che non hanno versato i contributi dei propri dipendenti da diversi anni.

Che cosa succederà? Mario Monti con la sua spending review, troverà il modo di sanzionare ancora le pensioni, come la causa di tutti i mali, ma il suo corporativismo gli impedirà di intervenire sulle pensioni d’oro dei parlamentari, siano essi Nazionali o Regionali, sugli stipendi doppi o tripli degli addetti alla politica, sugli stipendi dei distaccati dai vari incarichi (Magistrati, professori universitari, amministratori di 1000 enti pubblici e aziende di stato).

Eppure mi turo il naso, mi tappo gli occhi e le orecchie, voglio credere e scommettere ancora su Mario Monti, ma non per un secondo mandato, scelto dai partiti attuali, ma da una votazione libera e democratica, scelga in che partito stare e con che uomini lavorare e con chi voglia rappresentare l’Italia, si presenti alle elezioni con un suo programma, di poche pagine, una o due sono sufficienti, ci dica cosa desidera fare e in quanto tempo, i sondaggi lasciano il tempo che trova, la croce sul nome invece è una realtà.

 

Massimo D’Agostini


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