mercoledì 29 agosto 2012

LA NUOVA SCUOLA


















Scuola, concorsi e diritto all’insegnamento.
 
 

In questi giorni, dopo l’annuncio del Ministro della pubblica Istruzione, Francesco Profumo, di voler emettere un bando di concorso, per l’assunzione di 24000 insegnanti di ordine e grado, nelle scuole Italiane, si è scatenato un putiferio generale.

Sui vari blog e link, gli insegnanti precari da anni, spalleggiati dai sindacati e da politici che concorrono alla rielezione alle prossime votazioni, si sono scatenati a più non posso, con congetture varie e minacciando di ricorre al TAR e alla Magistratura in generale, cosi da invalidare il concorso.

Da privato cittadino ho alcune considerazioni da porre all’attenzione dei miei connazionali, a cui chiedo di essere obiettivi nella valutazione del concorso,              ammesso che io lo sia “.

Alcuni anni fa, mi occupavo con un mio carissimo amico “ Lorenzo Todeschini “ Sindacalista della CISL, dell’organizzazione dei corsi chiamati 150 ore, per lavoratori studenti e per il conseguimento della licenza madia inferiore.

Il Preside della Scuola L. Da Vinci di Somma Lombardo era l’illustre Prof. Baraldi, che fu anche nostro insegnante di Italiano e storia alle medie, lo ricordo con affetto, per la sua capacità nell’ammaliare i suoi alunni e per la sua semplicità nell’erudire gli studenti.

Un giorno si presentò in Direzione un nuovo Insegnante di Italiano e chiese al bidello di essere presentato al dirigente come nuovo incaricato, io ero presente alla presentazione essendo in direzione per concordare l’inizio dei corsi sopra citati.

Al termine della presentazione e del congedo del prof. In questione il dirigente fece un commento poco lusinghiero nei confronti di questo nuovo insegnante, che mi lascio sconcertato ma d’accordo nel giudizio.

Il commento era legato al fatto che un insegnante di italiano, che avrebbe dovuto educare gli alunni alla nobile lingua, arte che io stesso non conosco, si esprimeva cosi “ si tratta di un esempio, ma credo che la dica tutta “ ( ragazzi mo vi imparo un nuovo capitolo dell’epica), (oppure ragazzo scendimi il libro che ti ho prestato)  il linguaggio era sulla falsa riga del libro, del maestro Marcello D’Orta dal libro io speriamo che me la cavo  questa è una scuola sgarruppata, con insegnanti sgarruppati, che non hanno mai fatto niente per evolversi e migliorare e mai titolo fu più azzeccato.

Speriamo che questo concorso si faccia e premi i nuovi insegnanti Laureati e di fresca nomina, tanto peggio di loro sicuramente non faranno.

 

 

Massimo D’Agostini

 

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