venerdì 3 febbraio 2012

SIAMO STANCHI

Ad onor del vero

Somma Lombardo 03 febbraio 2012

Ieri ho visto la puntata di Servizio Pubblico ed ancora una volta ho potuto constatare che i politici sono una razza senza onore.
Ho voluto consultare un vocabolario e la prima cosa che mi ha colpito è stata questa citazione alla voce onore: Ad onor perduto, eterno saluto, ossia quando l'onore si perde non si riacquista mai più.
Una definizione che calza a pennello, per chi siede nel parlamento italiano. Ogni giorno si scoprono nuove malefatte e ci si rende conto che i nostri Onorevoli, che si fregiano del titolo che deriva da onore, tanto onorevoli non sono! Ormai non c’è più distinzione tra i vari schieramenti; il detto “sono tutti uguali” calza a pennello e li identifica per tali.
La Lega, che inneggiava a Roma ladrona, si uniforma ai più e porta i soldi dei contribuenti, avuti dal parlamento all’estero, impunemente e senza ritegno, nonostante un referendum lo avesse abrogato. Un parlamentare del PD, un certo On. Luigi Lusi, con incarico di amministratore cosa fa? Si appropria dei finanziamenti pubblici nostri e scappa con il mal tolto, forse a sua insaputa, ma i dirigenti ex- Margherita dichiarano di essere all’oscuro di tutto. È vero che il maltolto a loro non spettava poiché la Margherita di fatto non esisteva più, ma da qui si evince che la gestione dei fondi non è altro che una sorta di scatole cinesi. Soldi gestiti da una persona, in nome e per conto di altri partiti ex associati al PD. Come non pensare che forse anche Bersani e company siano intrallazzati e intrallazzatori, del tipo roba di cosa nostra: sono forse uomini d’Onore?!?
E’ sempre più pressante ed imperativa la richiesta di referendum del popolo: via qualsiasi finanziamento ai partiti; se vogliono si autofinanzino con gli iscritti!
Un'altra richiesta da promuovere, perché non se ne può più, è un tetto al numero di legislature a cui si può essere eletti.  Siamo stufi delle solite facce, dei soliti ciarlatani, che a fronte della loro parola d’Onore e della loro rispettabilità, dal millenovecentoquarantotto hanno il posto fisso a cui non vogliono rinunciare.
Termino richiamando un altro derivato, farsi onore, meritare la stima degli altri: non pensate che sia giunta l’ora di farsi da parte definitivamente e permettere che l’Italia risorga con tutto l’onore che merita?

Massimo Adelino D’Agostini


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