lunedì 30 gennaio 2012

BELLOCCHIO ENGLARO E LA CENSURA


Bellocchio e il Film, "La bella addormentata".



Scrivo questo mio pensiero perchè, anche e soprattutto con un film si fa cultura. Non è con la censura che si allontana lo spettro della morte, come se fosse qualcosa che a noi non toccherà mai. Il premier Berlusconi dichiarò in quei giorni che Eluana era viva ed in grado di procreare: mai pensiero più infelice è stato detto e pensato, un'offesa all'intelligenza del padre e della gente.

Quando vedo in televisione Beppe Englaro che, intervistato, rivive quattro lustri di storia terribile; che ha vissuto con sua moglie e la sua cara Eluana, mi si stringe il cuore: il dolore è troppo grande e solo chi ha vissuto la perdita di un figlio può capire.
Dodici anni fa, ma sembra ieri, anch'io mi sono trovato a sopportare un dolore simile. Mio figlio Samuele perdeva la sua giovane vita in un assurdo, quanto banale, incidente stradale. Cinquecento metri lo separavano da casa sua e un futuro meraviglioso lo attendeva, ma davanti al cimitero di Maddalena si è consumato il suo destino. Nella nostra famiglia più volte si è discusso, e si discute, di quello che è accaduto; niente e nessuno ci ridarà nostro figlio, ma ancora oggi credo di interpretare il desiderio che mio e del mio Samuele affermando che "piuttosto che vivere una vita indegna di essere vissuta ", è meglio ricordarlo con il suo sorriso, con i suoi grandi occhi, con la sua voglia di vivere, perchè credo che lui sia ancora qui con noi.
Ecco perchè io, come Beppe, rivendico il mio diritto, la mia dignità, la mia voglia di vivere, ma anche il mio diritto di non vivere una vita " indegna di essere vissuta "; ai miei famigliari pubblicamente dichiaro, nelle mie facoltà mentali, che qualora dovessi trovarmi di fronte ad una condizione fisica tremenda, non vorrei essere tenuto in vita con nessun tipo di cure pagliative e/o macchinari e con medicinali, o con alimentazione forzata o quant'altro stravolga il decorso naturale della vita.


Massimo Adelino D'Agostini

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